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Uso sopra le righe di Gmail

Capita spesso di dover registrarsi o indicare il proprio indirizzo email su un sito o per un servizio. Faccio un esempio alcuni hanno bisogno di più profili www.twitter.com altri ad esempio hanno necessità di inserire annunci su www.subito.it , ebbene inserendo un email personale questa viene registrata nei loro database e se vogliamo ripetere l'operazione il sito ci segnala l'errore dovuto alla doppia registrazione con uguale email!

In passato, anche per evitare lo spam, consigliavo i serviti di email temporanei che permettono di inserire email temporanee inventate dall'utente che in questo modo può registrarsi su un sito, ricevere l'email di conferma della registrazione ed entrare nel portale sicuro di non avere noie.

Ma questo stratagemma conviene per siti dai quali non occorre ricevere comunicazioni, anzi le email temporanee servono proprio ad evitare che dando la nostra email personale, i siti che ne vengano in possesso le rigirino a terzi e questi ci inviino innumerevoli e scoccianti messaggi di posta pubblicitaria.

Per poterci quindi registrare più volte su un sito che offre un servizio dove occorre ricevere comunicazioni: Twitter perchè dobbiamo ricevere le notifiche, Subito perchè occorre visualizzare i messaggi dei probabili acquirenti ci viene in aiuto l'email di Goole. Gmail ho scoperto ha una particolarità, non fa differenza tra i punti inseriti nell'indirizzo di posta elettronica.

Faccio un esempio. Se si possiede un indirizzo di posta elettronica del tipo:

angelo.esposito@gmail.com

ebbene poche persone sanno che se per farci riconoscere dai servizi Google dobbiamo proprio scriverlo in quella maniera, per ricevere email lo possiamo indicare in innumerevoli modi.

Cioè se dobbiamo loggarci, cioè entrare da riconosciuti sul sito di google per poter scrivere e condividere documenti o pubblicare e modificare Siti, mentre se qualcuno ci deve inviare un messaggio email non è necessario che digiti l'indirizzo proprio in quella maniera precisa ma può spostare il punto, se non c'è aggiungerlo, e forse metterne più di uno.

Vediamo meglio di intenderci mostrando altri indirizzi alternativi con i quali il Sig. Angelo riceverà sempre messaggidi posta.

angelo.esposito@gmail.com (questo è l'originale)

angeloesposito@gmail.com

a.ngeloesposito@gmail.com

an.geloesposito@gmail.com

ang.eloesposito@gmail.com

ange.l.oesposito@gmail.com

angeloe.sposito@gmail.com

angeloesp.osito@gmail.com

angeloespo.sito@gmail.com

E così via. Come si può immaginare se per esempio ho bisogno di più profili su Twitter ma ance su Facebook allora basterà registrarsi nuovamente con lo stesso indirizzo email, ma spostando un punto per google non significherà nulla, mentre per tutti gli altri siti e socialnetwork salveranno un indirizzo email diverso e unico legato quindi ad un altro profilo utente.

Quindi gli alunni che perdono i profili (vedo tanti profili duplicati) possono registrarsi sempre con la stessa email (certo sempre che non perdano o dimenticano anche i dati della email!!)

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Riflessioni personali sull'introduzione delle LIM nella scuola Italiana

 

Riflessione sul’introduzione della LIM nel sistema educativo del Meridione.  Difficoltà e resistenze.

Introduzione della LIM nel sistema educativo Italiano.

autore prof. Antonio Artico. 22-marzo 2012

Fino a pochi anni fa, l’acronimo LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) era estraneo al lessico della scuola, della didattica e ai docenti. Solo da pochi anni, diverse istituzioni scolastiche, dapprima al centro-nord in regioni quali la Lombardia, l’Emilia Romagna, poi nelle regioni del Sud interessate da vari progetti del tipo Digiscuola, Innovascuola e attualmente i piani regionali FESR, hanno avuto occasione di sperimentare e adottare questo nuovo Device tecnologico/didattico.

Oggi molti insegnanti, anche tra quelli che non dispongono della tecnologia, sanno cos’è una LIM, ma ancora non hanno un’idea precisa di cosa aspettarsi dal suo utilizzo in classe, dimostrando ancora un avversione, una resistenza a questa innovazione didattica percepita tutt’ora come strumento complicato.

Il vero errore, almeno qui in Campania, e immagino nel meridione, è stato quello di fornire uno strumento tecnologico Innovativo, senza averlo supportato da un corso approfondito e obbligatorio per tutti i docenti incentrato sull’alfabetizzazione Informatica, sulla Rete e suo utilizzo a scopo didattico. Attualmente, consapevoli del aver fornito lo strumento senza il “libretto di istruzioni” si è corsi al riparo richiedendo alle istituzioni scolastiche di formare ed aggiornare i propri docenti. I dirigenti si stanno adoperando per fornire semplici corsi sull’utilizzo delle LIM, senza comunque fornire un supporto continuativo al docente, nè una piattaforma online alla quale rivolgersi successivamente per avere ausilio e aiuto da tutor o esperti, nè nel fornire gli strumenti precisi di gestione della didattica con le nuove tecnologie e la rete.

La mancanza di competenze informatiche approfondite da parte dei docenti, rimane un evidente problema. Allo stato attuale molti, di quei docenti che si vantano di essere capaci con il PC, poi nella pratica si dimostrano maldestri e incompetenti, anche nel gestire semplici Software e attrezzature Hardware, nonchè inesperti nel vasto mondo che è la rete web e le innumerevoli risorse che questa mette a disposizione.

Alzi la mano il docente che riesce a risolvere un problema quando il PC va in errore o quando un programma smette di funzionare! Oppure quale docente sa come aggiornare o installare un nuovo driver di una periferica? Quale docente conosce le estensioni dei file e li sa riconoscere? Quale docente sa convertire ed effettuare operazioni su files? Quale docente sa operare con le immagini? Quale docente sa come muoversi in internet per essere un attore piuttosto che uno spettatore?

Il docente a digiuno di informatica, anche se imparasse ad usare tutte le funzionalità della LIM, avrebbe sempre serie difficoltà nella realizzazione di attività didattiche Innovative, Interattive e Inclusive, veri obiettivi della tecnologia della Lavagna Interattiva, pensata e realizzata per consentire la trasformazione dell'ambiente di apprendimento, la personalizzazione delle strategie didattiche, il potenziamento degli strumenti comunicativi, il miglioramento degli apprendimenti disciplinari e delle competenze trasversali.

Ma la gestione e manutenzione di una LIM è impegnativa quanto quella di un Personal Computer con diverse periferiche collegate; a volte la sua utilizzazione è motivo di lungaggini. (es. aggiornamento del sistema operativo, dell’antivirus o di plug specifici, caduta del collegamento internet, rallentamenti improvvisi del software, lentezza nel caricamento di pagine o avvio del PC e dei vari software)

Le ulteriori difficoltà, sono generati dall’esistenza di molteplici software gestionali per le LIM (es. Prometean, interwrite, Notebook ecc.) strutturati con comandi disposti in maniera diversa, a volte anche poco intuitivi e con strumenti dalle diverse denominazioni, con i quali non sempre è possibile ottenere gli stessi risultati. Infine, la mancanza di interoperabilità tra le diverse lavagne Interattive, proprio per la mancanza di uno standard, è un ulteriore motivo di complicazione.

Tutto ciò richiede una conoscenza di ciascun software e quindi, per generalizzare, è come se il docente fosse costretto in una classe a lavorare su di un PC con Sistema Operativo Windows, in un altra con LINUX, e in una terza con Show Leopard di Mac. Tutto questo genererebbe una confusione notevole.

I diversi progetti Innovascuola, Digiscuola, compresi i Fesr, se da una parte hanno consentito alle scuole di terminare, in passaggi via via successivi, la dotazione tecnologica d’istituto, consentendogli di dotarsi di una LIM per ogni classe; dall’altra per il sistema pubblico delle aste, delle forniture centralizzate, hanno fatto si che non ci fosse uno standard univoco.

Perché tutto questo non è stato previsto dall’amministrazione?

Perché fornire le scuole, tramite progetti finanziati da enti diversi (Ministero Istruzione,  Ministero Innovazione, SIDI ect.), attrezzature diverse tra loro per qualità e funzionalità ?

Perché il ministero non ha definito uno standard?

Un ultimo quesito: perché non è stato previsto il collegamento internet alle LIM che fornivano tramite i vari progetti? Anzi perché  le amministrazioni locali riducono le connessioni ADSL alle sole attività di segreteria?

Non mi spiego come mai si sia cercato di diffondere le LIM senza accertarsi dell’effettivo accesso ad internet fornendo nel contempo, a chi ne è sprovvisto, adeguate attrezzature hardware,  convenzioni con operatori telefonici, tali da consentire alla scuole di potenziare l’accesso alla connessione a banda larga riducendo il Digital Divide?

 

Come al solito l’amministrazione della “Cosa Pubblica” ha dimostrato la sua poca efficienza e lungimiranza, generando problemi che devono essere risolti nell’immediato, per evitare che le Lavagne Digitali divengano dei semplici orpelli della classe e affinché sia portato a compimento l’innovazione tecnologica delle scuole in Italia, almeno per rimanere al passo con gli altri paesi.

L’innovazione mancata o per essere più ottimisti “ritardata” è stata in parte anche colpa dei docenti. Da quelli resistenti all’innovazione, a quelli che hanno utilizzato la LIM fornendo agli alunni una lezione in modo tradizionale. Docenti cioè che ne hanno fatto un utilizzo limitato,  come se avessero avuto a disposizione un proiettore (infatti ancora alcuni, nel nominarla, la chimano Lavagna Luminosa), limitandosi a visionare filmati, a proiettare contenuti di DVD e CD allegati “obbligatoriamente“ ai libri di testo. Solo una minoranza di docenti ha permesso di consolidare una didattica nella quale l’alunno fosse l’artefice della propria conoscenza, operando concretamente in prima persona alla lavagna.

Pochi hanno permesso agli alunni di costruire le competenze con la LIM.

Proprio i docenti nei percorsi formativi o sui forum dedicati hanno espresso simili messaggi: “la possibilità di proiettare quanto scelto è veramente un grande ausilio”; “la LIM è quasi una bacchetta magica per riconquistare l’attenzione degli alunni”,

Le aspettative presso i docenti che ancora non si rapportano a questa tecnologia, sono ancora alte, però quelli che si avvicinano per la prima volta alla LIM o che frequentano un corso di formazione, si rendono presto conto di quanto lo strumento sia lontano dai propri schemi mentali e peggio ancora dai propri metodi didattici.

Alcuni, vedono la Lavagna Digitale quasi come un’antagonista, uno strumento che entra in conflitto con il collaudato percorso del libro di testo e dall’idea metodologica che se ne ricava.

Naturalmente alla perplessità e alla riserva di qualcuno si unisce l’entusiasmo di qualche volontario del cambiamento, è consapevole della improponibilità della didattica tradizionale, rimasta immutata e avversa ai Nativi Digitali, che ormai possiedono intelligenze strutturatesi in contesti interattivi, multimediali e multimodali.

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La realtà aumentata secondo google.

Progetto Occhiali Google


www.googleglass.com

Indirizzo dove reperire la notizia originale.

 

Questo è il progetto Occhiali per la realtà aumentata di google, che dimostra che esistono veramente, il video sottostante illustra tutte le potenzialità di questa tecnologia.

Certo, per ora sono scomodi e strani occhiali da indossare, utili per chi ha difetti visivi e deve indossarli per forza, ma per gli altri!!! Non mi immagino come tutti gli esseri umani, possano un giorno andare in giro, tutti con gli occhiali inforcati.

Ma la cosa che si può immaginare (inizio io indicandovi cosa prevedo) visualizzando il video sottostante è come potrebbe essere la nostra vita futura! Quale tipo di interazione avrebbe un individuo, diciamo del 22esimo secolo, con la realtà circostante... Un interazione ed un esperienza che potrebbe diventare standard appena i PC saranno talmente miniaturizzati da permetterne la connessione direttamente nel nostro cervello. Non occorrerebbero degli occhiali, i nostri occhi sarebbero utili per visualizzare la realtà circostante e il PC sovrapporrebbe icone e gestioni direttamente sull'immagine percepita dalla retina. Una specie di paceMaker intellettuale, altro che realtà aumentata, anche le possibilità di memorizzazioni diventerebbero infinite, le immagini sarebbero archiviate in una memoria elettronica connessa con il nostro cervello, e potremmo riesumare foto e ricordi passati. Potremmo anche apprendere in forma onirica mentre dormiamo.
Mi domando e gli esami che fine farebbero?

 

Sono troppo futuristico? No spero solo mi sia concesso il tempo, per assistere nel futuro alla realizzazione di questa interfaccia uomo macchina, da me prospettata del tipo neuronale.

_

Il filmato.

_

Riteniamo che la tecnologia dovrebbe funzionare per voi, per essere lì quando ne avete bisogno, gestita da comandi vocali, e sparire quando non vi è più di aiuto. Un gruppo di noi da parte di Google [x] ha iniziato il progetto Glass per costruire questo tipo di tecnologia, che ti aiuta a esplorare e condividere il tuo mond. Stiamo condividendo queste informazioni adesso perché vogliamo iniziare una conversazione e imparare dal vostro prezioso contributo. Così abbiamo preso alcune foto di progettazione per mostrare ciò che questa tecnologia offre e creato un video per dimostrare quello che può permettere di fare. Si prega di seguire come abbiamo condividere alcune delle nostre idee e storie. Ci piacerebbe sentire la vostra, anche. Cosa ti piacerebbe vedere da Glass Project? + Babak Parviz + Steve Lee + Sebastian Thrun

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Riesumare un indirizzo email e sbalordirsi per lo spam
Volevo mettervi al corrente della mia avventura con le email.
Ero interessato ad entrare nel portale della formazione docenti dell'ansas (Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica), ma non ricordavo i dati di accesso, che mi erano stati inviati non so dove, circa 6-7 anni fa. Per riottenere questi dati, sullo stesso sito mi dava la possibilità di ricevere nuovamente nome utente e password (servizio utilissimo, ricevere anche il nome utente). Quello che richiedeva in cambio era il Codice Fiscale e l'indirizzo email utilizzato durante la registrazione.
"Che problema enorme" ho pensato! Di email ne ho a bizzeffe. quindi con una santa pazienza ho iniziato a provarle tutte. Benedicendo il completamento automatico dei campi di Crome, che mi ha permesso di visualizzare, con un doppio click, il codice fiscale utilizzato in precedenza e l'unico compito era inserire la email da testare per vedere se era quella esatta. Ho provate di diverse forse 15, ma nulla. Ricordavo che avevo un vecchissimo indirizzo email su BLU mai più utilizzato, ma non ricordavo il nome utente. Ci ho pensato un po' poi ho provato diversi nomi utenti da aggiungere all'indirizzo @blu.it, alla fine l'ho trovato!
Il portale mi ha indicato che era l'indirizzo giusto, e a quell'email aveva inviato i miei: nome utente e password.
Tanto per capirci l'email era antonio68@blu.it nella quale il provider blu.it per chi ancora ricorda, era un vecchissimo gestore di telefonia mobile, andato dopo pochi anni dall'apparizione sul mercato, in fallimento (una meteora insomma).
Ora un altro problema: come leggere il messaggio?
Effettuando un breve ricerca in rete, ho scoperto che BLU e' stato acquisito da Libero, un altro servizio di gestione telefonica e di servizi web.
Sono andato su libero.it, ho cercato di accedere con l'indirizzo email e con una vecchissima password anche breve, di solo 4 caratteri, quando oggi minimo ne occorrono da 6 a 8, e credo di aver compiuto un impresa nel resuscitare un account tanto vecchio, infatti quando sono riuscito ad entrare nel portale, dopo 8 anni di latitanza, ho avuto la sorpresa di trovare tutto lo spazio occupato, con 9mila 820 messaggi. credo un record.
Tutto spam, ma anche messaggi automatici dalle installazioni dei miei software che distribuisco in rete in maniera gratuita.
Ecco perchè, ho abbandonato l'indirizzo di posta: per lo spam e perchè Libero ha adottato la politica di impedire, a chi non ha i suoi servizi di connessione ADSL, di poter scaricare la posta sul PC tramite i vari programmi come ad esempio quello che utilizzo io: Thunderbird.
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Una raccolta di notizie in giro per la rete riguardanti i nostri bene amati o odiati Socialnetwork

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